Una rivoluzione per gli asili nido
L’assessore ABALTI porterà la prossima settimana in giunta la riorganizzazione del servizio. Più flessibilità (si va per fasce orarie diverse) e 73 posti in più.
di Gian Marco Mancassola
Rivoluzione agli asili nidi. È pronta la delibera che riorganizzerà radicalmente i servizi comunali per la prima infanzia, vale a dire per i bimbi dalla nascita ai tre anni.
L’assessore all’istruzione Arrigo ABALTI porterà il provvedimento all’esame della Giunta comunale la prossima settimana, recependo - dopo un anno di lavoro - gli indirizzi di due delibere quadro sulla famiglia e sul coordinamento dei tempi di funzionamento della città.
Il cuore dell’operazione sta nella ridefinizione degli orari di apertura degli asili articolandoli in cinque diverse fasce orarie che le famiglie potranno scegliere in base alle proprie esigenze.
Prima conseguenza di questa diversa articolazione sarà il recupero di 73 nuovi posti, passando dagli attuali 587 a 660. La seconda sarà l’adeguamento della retta di frequenza in rapporto all´orario scelto.
«Questo è il primo passo - spiega l’assessore ABALTI - lungo un percorso che a breve vedrà la definizione di una “Carta” dei servizi e della qualità, con un’attenzione specifica ai bambini diversamente abili; laboratori per genitori e bambini; spazi d’incontro; il supporto alle neo mamme presso la loro abitazione; e infine la costituzione di un “albo” di operatori qualificati per il supporto alle famiglie».
La rivoluzione avverrà per gradi, con partenza già all’inizio dell’anno scolastico 2005-06 in alcune strutture.
La fase sperimentale passerà attraverso momenti di osservazione e verifica, per calibrare il tiro in vista delle annate successive.
Il nuovo modello si articolerà dunque in cinque diverse fasce orarie.
Fas cia breve mattutina dalle 7.30 alle 13 , per un totale di 5 ore e 30 minuti.
Fascia breve pomeridiana dalle 14 alle 18.30 , per un totale di 4 ore e mezza.
Fascia media dalle 7.30 alle 16 per un totale di 8 ore e 30 minuti.
Fascia medio/lunga dalle 7.30 alle 17 per 9 ore e mezza.
Fascia lunga dalle 7.30 alle 18.30 per 11 ore complessive.
I genitori dovranno comunicare, al momento dell’accettazione del posto, l’orario di ingresso al nido, per consentire la migliore organizzazione del personale. L’orario massimo di apertura, infatti, sarà dalle 7.30 alle 18.30.
La delibera prospetta che l’apertura massima venga concentrata, nella fase sperimentale, solo in alcune strutture, che dovrebbero essere i nidi di S. Lazzaro (comprende la zona dei nidi Rossini e Villaggio del Sole), Ferrovieri, Piarda (comprende la zona dei nidi S. Rocco e Giuliari), Calvi (comprende la zona del nido Cariolato), Turra.
La capacità ricettiva passerà, come detto, a 73 posti in più. Due, anziché tre, saranno le graduatorie per ogni nido: una per i piccoli 0-12 mesi e una per i medi/grandi 13-36 mesi, con riferimento al mese di settembre.
«Sarà necessario rivedere anche l’attuale modalità di calcolo delle rette - analizza ABALTI - diversificandone la consistenza in base alla fascia oraria richiesta. Ma questo farà parte di una successiva decisione dell’Amministrazione».
Il nuovo modello di servizi per l’infanzia ripropone l’esperienza avviata negli ultimi due anni, dalle 8.30 alle 12.30 in uno o due asili nido. I bimbi, di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, potranno variare da un minimo di 16 a un massimo di 25 per struttura attivata.
Il costo previsto per l’avvio della sperimentazione nel 2005, da settembre a dicembre, per i servizi di asilo nido e di nido al sabato mattina, è quantificabile in circa 26500 euro.
Secondo ABALTI la parola chiave di questa riorganizzazione è “flessibilità”. «Oggi - spiega - la famiglia vive un livello di flessibilità molto alto e per questo bisogna cercare di adattare i tempi della città, a cominciare dagli asili nido e dai servizi per l’infanzia. Credo che la nuova fascia massima di apertura riesca a venire incontro a tutte le famiglie: dopo le 18.30, padre o madre dovrebbero aver finito di lavorare».
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, venerdì 18 marzo 2005 cronaca pag. 18


