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marted, 21 dic 2004
Contro i problemi di bilancio, si pensa di arruolare nelle famiglie degli studenti gruppi di volontari per organizzare laboratori, ma anche per lavori di manutenzione, pulizia e giardinaggio.
di Gian Marco Mancassola
Il bilancio è in crisi? Nessun problema, o quasi: il Comune recluta nelle famiglie degli studenti gruppi di volontari per organizzare laboratori, ma anche piccoli lavori di manutenzione, giardinaggio, pulizia, tinteggiatura.
La proposta, firmata dall’assessore all’istruzione Arrigo ABALTI, verrà probabilmente discussa già domani dalla Giunta comunale.
«Uno degli obiettivi fondamentali che caratterizzano le strutture scolastiche ed educative comunali - analizza ABALTI - è l’attenzione rivolta ai genitori e alle famiglie dei bambini».
«La volontà di promuovere e incentivare maggiormente la partecipazione della rete familiare alla vita e alle attività svolte in scuole dell’infanzia e asili nido incontra sempre più adesioni ed entusiasmo e fornisce a tutti l’opportunità di incontro, scambio, socializzazione, condivisione di esperienze».
Fin qui le premesse. Nella pratica il coinvolgimento dei genitori, nonni, zii, amici e conoscenti delle famiglie si concretizza in attività previste nell’ambito dei progetti proposti ai bambini.
Si tratta ad esempio di piccoli lavori come la sistemazione e pulizia del giardino, la tinteggiatura di ringhiere, la decorazione di pareti, piccole attività di manutenzione.
E ancora: costruzione di giochi o addobbi, l'organizzazione di feste, mostre, laboratori.
Il modello abbozzato ricorda vagamente un tipo di partecipazione che ricorda l’impostazione delle scuole americane, con i genitori parte attiva dell’attività didattica.
Tutte le attività, naturalmente, verrebbero svolte in forma di volontariato e con libera adesione e partecipazione. Se poi dovesse avere successo, l’iniziativa potrebbe ripercuotersi con effetti balsamici sul bilancio comunale.
«Questa forma di partecipazione è una sorta di “volontariato educativo” - spiega ancora ABALTI -, una risorsa cui non avevamo mai pensato, dimenticando le professionalità, le competenze e le disponibilità preziose offerte dalle famiglie. Si pensi ad esempio ai genitori stranieri, a cominciare dagli americani, che possono diventare degli insegnanti madrelingua per l’insegnamento dell’inglese. La proposta è operativa in alcune città e da noi c’è già la disponibilità di un gruppo di lavoro. Naturalmente ogni attività verrà regolata: ci sarà ad esempio un albo dei volontari, per evitare forme di improvvisazione».
Nei dettagli, la delibera che l’assessore sottoporrà all’esecutivo comunale prevede di autorizzare lo svolgimento di attività di volontariato da parte di genitori e parenti nelle strutture scolastiche ed educative comunali, a supporto delle varie iniziative programmate.
Il numero massimo dei volontari sarà un centinaio, per una media di due giorni lavorativi per volontario.
Da parte del Comune verrà garantito il collegamento con la polizza assicurativa contratta con la Reale Mutua di assicurazione.
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, martedì 21 dicembre 2004 cronaca pag. 19
Il Comune è al lavoro con “Tuttinbici” per creare percorsi sicuri per i bambini
Il gruppo di lavoro interassessorile si è già messo all’opera. Intorno allo stesso tavolo si sono ritrovati gli assessori Arrigo ABALTI (scuole), Maurizio Franzina (urbanistica), Valerio Sorrentino (polizia municipale) e Claudio Cicero (mobilità). L’obiettivo è arrivare a creare percorsi sicuri per consentire ai bambini di arrivare a scuola da soli.
Altrove, come a Verona, hanno ribattezzato “pedibus”. Si tratta, cioè, di dar vita a gruppi di bambini che si danno appuntamento in un punto di raccolta concordato e si muovono in truppa verso la scuola. Proprio come un mini-bus, con la differenza che il motore sono i piedi dei bimbi e le emissioni inquinanti sono pari a zero.
Ad appoggiare il Comune c’è anche l’associazione “Tuttinbici”, spiega ABALTI, che coordina il progetto, inserito anche nel piano dell’offerta formativa territoriale confezionato dall’assessorato, rientrando inoltre nelle attività previste dalla rete nazionale “Città sostenibile per i bambini e le bambine”. Sotto il profilo educativo la finalità è sviluppare l’autonomia negli spostamenti, garantire la sicurezza e favorire l’uso delle piste ciclabili.
Scendendo nel dettaglio dell’azione concreta, il progetto potrebbe arrivare a creare percorsi speciali, avvalendosi della collaborazione della polizia municipale o dei nonni vigili, che potrebbero bloccare il traffico al momento del passaggio del “pedibus”, evitando così rischi e pericoli. Altre iniziative potrebbero essere l’istituzione di divieti di transito a tempo nelle vie adiacenti alle scuole, deviando il traffico in determinati orari, coincidenti con l’ingresso e l’uscita dalle aule.
Il prossimo passo sarà una verifica delle linee del progetto con le direzioni dei diversi istituti e con Tuttinbici. Una volta affinata la proposta, si tornerà al confronto fra assessori per passare dalla teoria alla pratica.
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, martedì 21 dicembre 2004 cronaca pag. 19


