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gioved, 6 mag 2004
L’elementare di via Turra reclamava spazi da tempo, il Comune ha scelto una soluzione tampone. Consegnato il prefabbricato Servirà anche come palestra.
di Anna Madron
Sono iniziati sotto la neve dell'inverno e si sono conclusi sotto la pioggia della primavera i lavori per la costruzione di un prefabbricato nel cortile delle elementari “Rodari” di via Turra, plesso del comprensivo 7 che conta dieci sezioni di tempo pieno frequentate da 220 bambini. Con un unico cruccio: gli spazi insufficienti, al punto che fino a poco tempo fa la scuola era costretta ad utilizzare perfino i corridoi per far pranzare i bambini durante la pausa mensa.
Di qui il malumore dei genitori che in passato più volte si sono mobilitati per ottenere qualche metro quadro in più all'esterno, dove a gennaio è iniziata la costruzione di un prefabbricato "polifunzionale", in grado di dare una boccata di ossigeno ad una scuola perennemente in apnea dal punto di vista dei locali.
Lo ha sottolineato anche l'assessore Arrigo ABALTI che ha definito la costruzione una sorta di valvola di sfogo, «almeno finchè non verrà realizzata (e le trattative con i privati sono a buon punto) la nuova materna. Dopodichè, quando gli spazi alla "Rodari" non saranno più un problema, questa struttura potrà essere spostata altrove e messa a disposizione di altre scuole che si trovano in situazioni di sofferenza».
Intanto però il prefabbricato rimane in via Turra, «utilizzato prevalentemente - ha precisato la dirigente Anna Vasina - come palestra, anche se non è escluso che possa servire come laboratorio o aula per riunioni».
Insomma la destinazione verrà definita di volta in volta, a seconda delle esigenze degli alunni e degli insegnanti che dovranno però utilizzare la struttura, ha fatto notare il direttore dell'Amcps Gianfranco Ledda, «con le dovute attenzioni, consapevoli che si tratta di un prefabbricato e non di un edificio in calcestruzzo». Per quanto l'edilizia da questo punto di vista abbia fatto passi da gigante.
«E' possibile raggiungere un notevole comfort ambientale anche in questo tipo di strutture», ha precisato il presidente dell'Amcps Stefano Barbi nell'illustrare le caratteristiche tecniche della nuova opera. Che dal punto di vista impiantistico è completamente autonoma, complici nuove forniture di energia elettrica e acqua. L'impianto di riscaldamento, realizzato con pompa di calore a tecnologia inverter nel salone, garantisce inoltre una climatizzazione sia invernale che estiva. Dunque uno spazio confortevole, che nei prossimi giorni verrà dotato degli attrezzi necessari per lo svolgimento delle ore di educazione fisica che si svolgeranno esclusivamente nel prefabbricato in questione, dal momento che la palestra all'interno della scuola è stata adibita a sala mensa, mentre nel corridoio, fa sapere l'Amcps, saranno realizzati uno spazio per la distribuzione dei pasti e un'aula di sostegno. Interventi caldeggiati oltre che dal comitato genitori, rappresentato ieri da Carlotta Bedogni, anche dal presidente della quarta circoscrizione Mauro Marchetti che ha "consegnato" agli alunni di via Turra le chiavi del cancello che separano la scuola dall'adiacente parco verde, anche questo una valvola di sfogo per i giochi e le attività ricreative dei bambini.
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, giovedì 6 maggio 2004 cronaca pag. 18
gioved, 27 mag 2004
Nell’operazione entrano anche l’ex Fiera e l’ex Finanza. Negozi alla Giusti in cambio di lavori alla Rocchetta e ai giardini Salvi.
di Gian Marco Mancassola
Nella bilancia dell’urbanistica cittadina, il nuovo progetto cui sta lavorando il Comune mette su un piatto la realizzazione della “cittadella dei giovani” e la sistemazione dei Giardini Salvi, mentre sull’altro serve lo storico edificio dell’attuale scuola elementare Giusti, candidata a ospitare un megastore commerciale fatto di negozi rivolti a un target giovanile. Quando la bilancia troverà il suo punto di equilibrio, palazzo Trissino promoverà un project financing, con cui i privati faranno la “cittadella” e in cambio avranno la scuola per il futuro centro commerciale.
In altre parole, i privati avrebbero la possibilità di realizzare negozi in una palazzina vincolata, che manterrà la sua fisionomia esterna, che anni fa era a un passo per diventare la nuova sede di Assindustria e che una perizia ne stimò il valore in circa 13,4 miliardi di vecchie lire, vale a dire poco meno di 7 milioni di euro.
In cambio, dovranno realizzare opere per un controvalore stimato a spanne in almeno 5 milioni di euro. Sarà questa la filosofia di fondo del “project financing” su cui da ieri la macchina comunale ha iniziato a lavorare. La giunta, infatti, ha dato il via a un’operazione che, nelle parole dell’assessore ai giovani Arrigo ABALTI, avrebbe le carte in regola per diventare la portata principale del menu di questo mandato amministrativo, come il teatro lo è stato per la prima giunta Hüllweck.
Vediamo i dettagli del progetto abbozzato ieri da ABALTI e dal collega all’urbanistica Maurizio Franzina.
La Rocchetta. Da almeno 4 anni ABALTI sta studiando un possibile riutilizzo nell’area della Rocchetta, a ridosso delle mura di viale Mazzini, dove sono a disposizione due capannoni per circa mille metri quadri. La prospettiva, confermata anche ieri, è di ricavarci un centro giovanile, che sarà il perno della futura cittadella, il cui perimetro confinerà con il polo scolastico dell’obblico di S. Rocco e S. Maria Nova.
«L’idea di lanciare un “project financing” limitato alla sola Rocchetta non è mai decollato - spiegano i due assessori - per la mancanza di un vero business che potesse attirare l’attenzione di investitori privati. Per questo abbiamo provato ad allargare il raggio d’azione, inglobando anche altre sedi di proprietà comunale».
L’ex caserma della Finanza. A pochi metri dalla Rocchetta c’è un altro edificio comunale preso d’assalto da occupazioni di gruppi giovanili in cerca di spazi. È l’ex caserma della guardia di finanza, in contrà Mura della Rocchetta, che si potrebbe prestare, una volta ristrutturata, a due usi: la nuova sede della Circoscrizione 1, oggi in affitto in piazzetta Gualdi, e il “polo della famiglia”, progetto cui sta lavorando l’assessore agli interventi sociali Davide Piazza.
L’ex Fiera, l’Arlecchino e giardini Salvi. E veniamo alla zona dei giardini Salvi, sui quali si affacciano la struttura dell’ex Fiera, l’ex cinema Arlecchino e la scuola elementare Giusti. Nelle intenzioni dovrebbe essere riqualificato il parco, che potrebbe riacquistare la fisionomia di giardino all’italiana che aveva nel Settecento. Una soluzione verrebbe trovata anche per la Seriola e per le due logge, la Valmarana e la Longhena, per le quali urge un restauro.
I piani alti dell’ex Fiera verrebbero dedicati a una galleria d’arte, con annessi laboratori. Una questione aperta resta il futuro dell’ex cinema Arlecchino, che potrebbe mantenere la fisionomia di auditorium da circa 200 spettatori per spettacoli che non troveranno ospitalità nel futuro teatro. Nell’ottica della cittadella, piazzale del Mutilato verrebbe in buona parte dedicato a posteggi per biciclette e motorini.
La scuola Giusti. Dopo tanto pubblico, ecco l’esca che dovrebbe far venire l’acquolina a possibili investitori privati. Nel giro di un anno e mezzo gli alunni della elementare dovrebbero essere trasferiti nel polo scolastico dell’obbligo, a S. Maria Nova. Da tempo è in corso un dibattito sul futuro dell’edificio e sulle strade che si offrono al Comune per sfruttarne al massimo il valore. Da ieri una via è stata tracciata: farne un mini centro commerciale su modello metropolitano con punti vendita di dischi, abbigliamento, strumenti musicali, giochi, video, hi-fi e quant’altro. «Il centro storico e corso Palladio, in questo modo, si aplieranno - spiegano Franzina e ABALTI - arrivando di fatto fino al polo dell’obbligo e al teatro in viale Mazzini, in un’area appetibile per la vicinanza del parking Verdi». Sogno o realtà, dovrà dirlo l’avviso pubblico con cui il Comune offrirà il pacchetto ai privati. Ma per questo c’è tempo: la scadenza è fissata nel giugno del 2005.
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, giovedì 27 maggio 2004 cronaca pag. 13
Luca Balzi (Circoscrizione 4): «Incrementare il servizio in proporzione all’aumento della popolazione». Dal Comune cento posti in più: «Vicenza raddoppia la media nazionale».
Dai Ds richiesta di più strutture, l’assessore ABALTI mostra i risultati.
di Silvia Maria Dubois
«Incrementare i servizi in proporzione all'aumento della popolazione». È l'elementare ricetta d'amministrazione che Luca Balzi, capogruppo dei Ds in circoscrizione 4, ripesca, rispolvera per bene e schiaffa sotto gli occhi dell'assessorato ai giovani e all'istruzione che, a sua volta, risponde per le rime. Tutto scaturisce da un'interpellanza urgente avanzata al presidente della 4 Mauro Marchetti, in data 20 maggio, in cui Balzi, denuncia «la drammatica situazione in cui versa l'asilo nido Turra, unico nido comunale presente in zona e dove la crudezza dei numeri non lascia spazio a nessun tipo di equivoco: su 163 domande, sono stati ammessi 31 bambini».
«Gli esclusi -aggiunge- sono 132, una lista d'attesa che corrisponde al 81 per cento delle intera domanda». Nel documento si chiede di «convocare in modo urgentissimo una commissione interventi sociali per farsi da tramite fra queste famiglie e la giunta comunale», inoltre si ribatte l'esigenza di «capire quanti bambini siano stati ammessi in altro asilo comunale e quanti invece vivono la drammatica situazione della lista d'attesa».
«Non c'è nulla di personale contro l'attuale assessore all'istruzione Arrigo ABALTI - spiega subito Balzi - ma la situazione esistente va affrontata e cambiata. La diffusione di asili aziendali? Non risolvono certo il problema della domanda perché non coprono a livello capillare il territorio. Insomma, se a Vicenza aumenta progressivamente la popolazione, bisogna aumentare i servizi, in testa quelli per l'infanzia, categoria debole e bisognosa di tutela».
La soluzione? «È necessario che il governo vari un'altra legge quadro come la 1044 del 1971 che stabilisca un piano-fondi per finanziare nuovi asili nido comunali - racconta Balzi - è fondamentale che le amministrazioni locali, attraverso l'Anci, comincino a fare la giusta pressione affinché la richiesta riecheggi a livello nazionale».
Ma Balzi, guarda già più lontano: «Credo sia giusto cominciare a pensare di togliere le spese per la prima infanzia dai conteggi di spesa ordinaria del nostro governo - conclude Balzi - il bambino dovrebbe godere di maggiori diritti: in Italia è scandalosa la situazione in cui versano gli asili nido e numerosissime famiglie rimangono puntualmente escluse dalle graduatorie».
Immediata la reazione dell'assessore ABALTI, che risponde al diessino Balzi, recapitando (metaforicamente) chili di carta protocollata con proposte, progetti e qualche precisazione. «In città tutti i servizi alla prima infanzia sono in fase di riorganizzazione, basati su moduli più flessibili e rispondenti alle esigenze delle famiglie odierne - spiega l'assessore - principalmente questo si traduce in un conseguente adeguamento della retta di frequenza in rapporto all'orario scelto, in un potenziamento delle risorse umane che seguano i bimbi ed in un ripensamento ottimale delle strutture per concentrare i prolungamenti d'orario pomeridiano. Non solo: sono in programma dei laboratori sperimentali e degli spazi d'incontro offerti ai genitori che vogliano migliorare il proprio stile educativo e la comunicazione con i propri figli». Tutti servizi che saranno a regime entro un anno (ma le prime sperimentazioni partiranno già in autunno) e che mirano a ripensare l'assistenza in una chiave moderna, flessibile, adattabile alla personale e soggettiva situazione delle famiglie. I genitori potranno scegliere la fascia oraria a loro più congeniale, visto pure che i pomeriggi si "allungano" adeguandosi ai ritmi lavorativi di oggi: così non si pagherà più un costo aggiuntivo per anticipi e posticipi, le rette corrisponderanno semplicemente al "pacchetto" orario deciso. «La ricettività aumenta di ben cento posti, arrivando ad un totale di 660 posti - spiega ABALTI rispondendo alle polemiche di Balzi - non solo: il nostro assessorato ha pensato al part-time ed altri servizi integrativi che prima qui non c'erano. Certo, non si può ancora accogliere tutti, ma ricordo che, su una media nazionale del 10 per cento di ricettività, Vicenza si piazza fra i migliori posti, sfiorando il 20 per cento di risposte sul totale di richieste d'ammissione ai nidi».
Ma le precisazioni "politiche" si fanno più esplicite: «Balzi dovrebbe confrontare i dati odierni con quelli passati, magari di altre amministrazioni oppure confrontare Vicenza con altre città dove governano coalizioni di centro sinistra - è perentorio ABALTI - ricordo che, a differenza delle materne, gli asili nido non costituiscono un diritto, bensì un servizio a domanda individuale. Certo, anche noi ci stiamo battendo perché questo tipo di assistenza si perfezioni e diventi gratuita. Però ci vuol tempo e ci vogliono i progetti. E noi stiamo dimostrando di essere sulla buona strada».
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, giovedì 27 maggio 2004 cronaca pag. 17


