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domenica, 14 mar 2004
I giovani e il Comune. Proteste in Zona 1 dopo il voto sul documento che punta a offrire sale nelle varie Circoscrizioni.
di Maria Elena Bonacini
«Vogliamo uno spazio, non un ospizio». Questo l’appello lanciato dai “ragazzi e ragazze senza spazi” durante il consiglio monotematico della Circoscrizione 1 sul progetto “Casa delle culture” che ha visto la partecipazione dell’assessore alle politiche giovanili Arrigo ABALTI e di una folta rappresentanza di ragazzi.
Perno della discussione era la realizzazione a Vicenza del centro giovani chiesto dai ragazzi, argomento sul quale la maggioranza ha presentato un proprio ordine del giorno, in buona parte assimilabile alla proposta già formulata dall’assessore ABALTI di offrire ai ragazzi spazi all’interno delle circoscrizioni in attesa della costruzione della struttura prevista nelle ex autorimesse comunali della Rocchetta.
Il progetto è stato però contestato proprio dai diretti interessati, i quali chiedono un centro unico che possa fungere da polo d’aggregazione per le diverse realtà giovanili vicentine, contestando quindi l’ipotesi di sale sparse per la città.
«Sarebbe - ha affermato Eleonora Braglia, uno dei portavoce - come avere un appartamento con la cucina a Parco Città, il soggiorno a Laghetto e la camera da letto in Riviera Berica. Quest’ordine del giorno - ha continuato - non rispecchia le nostre esigenze. Come ormai succede da tempo, noi chiediamo un bicchiere d’acqua, che è una necessità, e ci viene offerto un caffé. Al di là dei possibili problemi di comunicazioni ci sentiamo presi in giro. Quello delle circoscrizioni è infatti un progetto che riguarda loro, ma che non risolve il nostro problema, cosa che vorremmo avvenisse prima che diventiamo vecchi».
Atteggiamento, questo, condiviso dal centrosinistra che ha fortemente criticato la maggioranza.
A detta dei consiglieri di minoranza, infatti, il documento della maggioranza stravolge completamente l’ordine del giorno votato all’unanimità durante lo scorso consiglio e scaturito dalla mozione presentata dal Ds Mattia Pilan, nel quale la Circoscrizione s’impegnava «a chiedere al sindaco e agli assessorati competenti di dotare Vicenza di uno specifico spazio per i giovani».
«Quell’ordine del giorno - afferma Pilan - chiedeva uno spazio, non tante salette. Votando questo nuovo documento la maggioranza ha inaugurato la figura del consigliere pentito».
Al momento del voto il centrosinistra s’è quindi dissociato, abbandonando l’aula seguito a ruota dai ragazzi che sono usciti al grido: «la città se ne va».
Di ben altro avviso il centrodestra che sottolinea il passo avanti compiuto con questo ordine del giorno, stigmatizzando «la strumentalizzazione politica messa in atto dall’opposizione».
«La proposta votata - ha affermato il capogruppo di An Luca Francetich - è un ampliamento di quello precedentemente approvato. Viene infatti meglio definita la struttura di quello “specifico spazio per i giovani” richiesto nel primo ordine del giorno».
«Inoltre - sottolinea ABALTI - questo progetto non viene a togliere nulla a quello iniziale, ma ad aggiungere, perché una volta realizzato il centro giovani della Rocchetta i ragazzi avranno sia il centro che le strutture esterne che verranno messe in rete».
L’obiettivo dei ragazzi resta comunque il centro unico a breve scadenza, che sarebbero anche disposti a ristrutturare attingendo a fondi europei. I progetti di ristrutturazione “molecolare” elaborati saranno mostrati all’assessore durante l’incontro fissato per il 23 marzo, quando l’oggetto sarà già stato votato in Consiglio comunale.
Proprio quel voto potrebbe influire sull’andamento del faccia a faccia. «Se il 18 marzo il consiglio approverà l’ordine del giorno sulla nostra proposta - afferma Martina Vultaggio, un’altra portavoce - l’incontro sarà un utile momento di confronto. Se andrà male... vedremo».
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, domenica 14 marzo 2004 cronaca pag. 9
Nella foto di Maria Elena Bonacini, l’incontro in Circoscrizione 1
mercoled, 24 mar 2004
Per il prossimo anno scolastico le materne gestite direttamente dal Comune ampliano l’offerta e calano le liste d’attesa.
Più bambini figli di stranieri: alla Fogazzaro sono il 34 per cento.
(g. m. m.)
Gli asili comunali sfondano il tetto dei mille iscritti. Sulla base delle iscrizioni presentate dalle famiglie e dei dati elaborati dagli uffici comunali aggiornati al 15 marzo, per l´anno scolastico 2004/05 le 16 scuole materne gestite direttamente dal Comune si preparano ad accogliere 1.011 alunni divisi in 43 sezioni, con una lista d´attesa di 42 bambini.
«Sono numeri decisamente positivi», commentano l´assessore all´istruzione Arrigo ABALTI e il dirigente dei servizi educativi Roberto Schievano, che puntano l´evidenziatore sull´ampliamento dell´offerta e il dimezzamento delle liste d´attesa. Tanto più se si confrontano i dati del prossimo anno con quelli delle annate scorse: ad esempio nel 2002/03, con 14 scuole attive e 39 sezioni, i bambini accettati erano 957, con una lista d´attesa che arrivava a 133 bimbi; nel 2003/04, invece, con 16 scuole (riaprendo Casale e attivando la Bixio) e 989 alunni accettati, la lista si è ridotta a 6 bambini.
Va comunque detto i dati forniti dall´assessorato sono provvisori e devono subire nuove verifiche:il quadro verrà chiarito dopo l'ulteriore confronto con gli iscritti alle materne statali, dove possono essere accolti fino a 1.330 alunni (926 sono invece i posti nelle scuole private paritarie).
Al momento, tuttavia, balza all´occhio l´effetto positivo portato dall´apertura di una nuova sezione a Saviabona, di una sezione a Casale (dove la scuola era rimasta chiusa per un anno) e di due sezioni in via Bixio, che già nell´anno in corso avevano permesso di recuperare un centinaio di posti, riducendo a 6 i posti in lista d´attesa.
L´eventuale apertura di una nuova sezione in via Bixio (dove è stata recuperata un´ex sede degli Artigiani con un intervento da 800 mila euro) per settembre aumenterebbe la disponibilità di altri 25 posti. Al momento le domande non soddisfatte in 8 scuole sono 129, che però vanno bilanciate con gli 87 posti ancora liberi nelle altre materne. La lista d´attesa si riduce così a 42.
Sulla base delle richieste, la scuola più sofferente in termini di posti è la Giuliari a S. Bortolo, con 49 bambini che dovranno cercarsi un posto altrove. «Dobbiamo studiare nuove soluzioni per la zona di S. Bortolo - ammette ABALTI - Penso ad esempio alla possibilità di sfruttare, in futuro, lo spazio che verrà liberato con la demolizione dell´ex Centrale del latte, che sorge proprio di fronte».
Nell´hit parade delle scuole più "gettonate" c´è poi anche la nuovissima Fogazzaro (con 20 bimbi in lista), di fresco restaurata con un intervento da 1,8 milioni di euro. A seguire ci sono la S. Rocco (23), la Rossini (19), la Dal Sasso
, Anconetta (5), Polegge (4) e Casale (3).
Le sedi che possono compensare questo esubero di richiedenti sono invece Bertesinella (9), S. Agostino (3), Ospedaletto (3), Bixio (33), L.F. Tretti (17), O. Tretti (11).
Un ulteriore intervento di ammodernamento e ampliamento dovrebbe riguardare la materna statale di S. Marco, dove per l´estate sono attesi lavori che porteranno a una ridistribuzione degli spazi e all´attivazione di una eventuale nuova sezione.
A giorni, annuncia poi ABALTI, dovrebbe essere stilata la lista degli interventi per l´adeguamento impiantistico e l´installazione di impianti di climatizzazione nelle scuole di proprietà comunale, con priorità agli asili.
Ancora dalle tabelle delle iscrizioni emerge un ulteriore dato che riguarda i bambini figli di coppie straniere, che hanno raggiunto il 17 per cento degli iscritti: un bimbo ogni cinque ha origini extracomunitarie. Nella classifica degli asili con il maggior numero di alunni stranieri svetta la Fogazzaro (centro storico) con il 34%, seguita dalla Tretti di S. Pio X e da quella di Saviabona. La più rappresentata è l´ex Jugoslavia con una cinquantina di iscritti, seguita da Marocco, Ghana, Filippine, Nigeria e Pakistan.
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, mercoledì 24 marzo 2004 cronaca pag. 11
gioved, 25 mar 2004
Zingari e non.
(g. m. m.)
Un piano per contrastare l’abbandono della scuola dell’obbligo. La giunta ieri mattina ha dato il via libera alla realizzazione di un progetto cui stanno lavorando gli assessorati all’istruzione e ai servizi sociali.
L’iniziativa è stata messa in cantiere pochi giorni dopo i controlli della questura che hanno accertato come una trentina di ragazzini dai 6 ai 14 anni che vivono nei campi nomadi non frequentino la scuola dell’obbligo.
Coordinatore del piano sarà l’assessore all’istruzione Arrigo ABALTI, che ieri ha illustrato il documento ai colleghi della giunta. «Gli uffici hanno iniziato a lavorare, con le scuole, per individuare un elenco dei bambini nomadi o stranieri “a rischio” per capire se il fenomeno della dispersione scolastica è limitato a 30 casi o a molti di più - spiega ABALTI - quindi entro settembre stileremo un piano di prevenzione dell’abbandono della scuola dell’obbligo, pensando ad attività di educazione e di sensibilizzazione».
I bambini che più facilmente tendono a “scomparire” dai banchi, secondo le indicazioni degli istituti, non sarebbero soltanto nomadi, ma anche appartenenti ad etnie come quella cinese o coreana.
La procedura codificata dalla giunta prevede una serie di interventi per “step” (tappe) successivi, come previsto dal regolamento emanato dal ministero dell’università e della ricerca.
Innanzitutto, entro il mese di dicembre che precede l’inizio di ogni anno scolastico, il settore “attività educative” predisporrà un elenco dei minori soggetti all’obbligo scolastico che sarà consegnato ai dirigenti scolastici.
In caso di assenze e inadempienze, il settore “attività educative” provvederà con una ammonizione le famiglie dei bambini.
Se le assenze e le mancanze dovessero essere ripetute nonostante il cartellino giallo, entrerà in gioco il settore “famiglia e minori” dell’assessorato agli interventi sociali ed eventualmente la questura con l’ufficio immigrazione per provvedimenti più drastici.
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, giovedì 25 marzo 2004 cronaca pag. 17
marted, 30 mar 2004
di G. Marco Mancassola
Il fax era atteso per l’autunno e invece è arrivato in primavera: la Soprintendenza ha detto sì al progetto di restauro delle aule di S. Maria Nova, i lavori possono partire anche subito. Meglio tardi che mai, sospirano in Levà degli Angeli, dove ieri l’assessore all’istruzione Arrigo ABALTI ha annunciato l’imminente inizio della messa a norma e della ristrutturazione dei due piani del blocco anteriore, quello che si affaccia verso la scuola di polizia, all’interno del complesso che fino a pochi mesi fa ospitava una porzione dell’istituto Montagna e che da alcune settimane sta dando accoglienza temporanea alle lezioni dell’università.
Il progetto, redatto da Amcps, prevede un intervento da circa 1,5 milioni di euro (in gran parte finanziati nell’ambito del Prusst) per rimettere in ordine e a norma, recuperando spazi come il sottotetto, le aule che dovranno ospitare i bambini della elementare Giusti. A giorni dovrebbero entrare in azione le squadre di Amcps per concludere i lavori entro la primavera del prossimo anno. L’obiettivo è trasferire i circa 250 alunni della Giusti a S. Maria Nova all’inizio dell’anno scolastico 2005/06.
Il secondo passo per la costituzione del “polo dell’obbligo” progettato dal Comune sarà il trasloco a S. Maria Nova della media Giuriolo di contrà Riale, dove troverà posto l’archivio della biblioteca Bertoliana. Per arrivare a questo passaggio, però, dovrà avvenire il trasloco dei corsi di economia del commercio internazionale nell’area Mezzalira di viale Margherita, dove sorgerà il nuovo polo universitario. Nei prossimi giorni gli uffici della Provincia opereranno la selezione finale dei 6 candidati rimasti in gara per la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori del primo stralcio. La speranza è di veder concluso il primo edificio entro il 2006.
La media Giuriolo, in altri termini, non potrà essere trasferita prima di tre anni, nel 2007. E nel frattempo? A lungo si è ipotizzato di liberare le aule di contrà Riale e di andare ad occupare, provvisoriamente, quelle di piazzale Giusti dopo l’esodo della elementare. Per il momento, però, non c´è nulla di certo, come spiega l’assessore ABALTI: «Converrà essere prudenti. Per trasferire la Giuriolo alla Giusti sarebbe comunque necessario provvedere a lavori per la messa in sicurezza. Opere costose, che servirebbero solo per un paio d’anni. Senza contare che probabilmente si verrebbero a creare problemi di spazi, per la necessità di disporre di aule da utilizzare per i nuovi corsi previsti dalla riforma Moratti. Siamo al lavoro per studiare la soluzione migliore».
Più incerto il futuro a lungo termine della Giusti, edificio storico della città: «Un’ipotesi è quella di utilizzarla come scuola contenitore, in grado di ospitare temporaneamente gli alunni di altre sedi bisognose di restauro - analizza ABALTI - Un’altra possibilità è quella della messa in vendita per ottenere euro freschi da destinare a nuove opere scolastiche».
Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, martedì 30 marzo 2004 cronaca pag. 19


